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Luci e ombre della riforma costituzionale Renzi-Boschi
Antonio D’Atena, Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti

Per evitare che il titolo di questo lavoro alimenti aspettative eccessive, preciso subito che in esso non esaminerò tutti i contenuti del d.d.l. cost. approvato, in sede di prima deliberazione,dal Senato della Repubblica l’8 agosto 2014 e, con modificazioni, dalla Camera dei Deputati il 10 marzo 2015, ma mi soffermerò esclusivamente sulla riforma del bicameralismo e sul riparto delle competenze legislative. Due oggetti, peraltro, indiscutibilmente centrali nell’economia della riforma e, in qualche modo, interconnessi. È, infatti, evidente che, se,come negli ordinamenti federali, la seconda Camera immette nel procedimento legislativo centrale le entità sub-statali, lo stesso riparto delle competenze viene ad assumere una valenza diversa, per effetto dell’attenuazione del carattere eteronomo della legislazione centrale. Alla quale, sia pure in termini che variano da ordinamento ad ordinamento, le entità predette concorrono, attraverso l’organo in cui trovano la propria unitaria proiezione istituzionale.

In allegato il testo completo dell'intervento di Antonio D’Atena, Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, pubblicato nella rivista dell’AIC, Associazione Italiana dei Costituzionalisti, il 26 giugno 2015.

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