Home:   Contributi e interventi:   Legge elettorale, riforma costituzionale e forma di governo  
Legge elettorale, riforma costituzionale e forma di governo
del Prof. Tomaso F. Giupponi, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Bologna

1. Due brevi premesse

Ogni tentativo di analisi del percorso di riforma istituzionale avviato nel corso della XVII legislatura su iniziativa del governo Renzi deve, a mio giudizio, partire da alcune brevi premesse metodologiche. La prima attiene alla stessa individuazione del significato della nozione di “forma di governo”: cosa si intende, infatti, con tale formula? È espressione che rinvia a categorie meramente descrittive o prescrittive? A ben vedere, i diversi modelli di forma di governo elaborati in dottrina (sia dai giuristi sia dai politologi) non sono altro che astrazioni costruite attraverso la generalizzazione di costanti riscontrate all’interno dei diversi ordinamenti giuridici statali. Proprio per questo, sembrano evidenziare alcune regolarità comuni ai diversi ordinamenti appartenenti a ciascuna categoria, più che esprimere vere e proprie regole (le quali, con diverse sfumature, appaiono invece esclusivamente quelle presenti all’interno di ciascun ordinamento giuridico). Se questo è vero, allora, voler trarre delle conseguenze di tipo prescrittivo dalla riconduzione di un dato ordinamento statale all’una o all’altra tipologia di forma di governo appare discutibile sul piano del metodo.

La seconda premessa, invece, riguarda più direttamente il dibattito sulle riforme istituzionali che ha contraddistinto l’Italia, come noto assai ampio e risalente nel tempo, alla luce di un potenziale slittamento di prospettiva. Trattandosi di un dibattito in cui gli elementi di“contesto” e de iure condendo sembrano a volte prevalere (forse inevitabilmente) sull’analisi più strettamente tecnico-giuridica, è possibile che si corra il rischio di sovrapporre le proprie legittime valutazioni sul merito delle proposte in discussione all’analisi, sul piano giuridico costituzionale, della loro potenziale coerenza/incoerenza rispetto all’ordinamento vigente. Da questo punto di vista, e lo dico sin da ora, confesso (per quanto possa contare) la mia opinione personale: in via generale, la recente riforma elettorale e la proposta di riforma costituzionale approvata in prima lettura dalle Camere evidenziano, a mio parere, più luci che ombre in relazione al funzionamento della nostra forma di governo parlamentare.

[In allegato il testo completo della relazione del Prof. Tomaso F. Giupponi per il III Seminario dell’Associazione Italiana Costituzionalisti “I Costituzionalisti e le Riforme”, Università degli Studi di Bologna, 11 giugno 2015, pubblicato sulla rivista dell'AIC n. 2/2015]

Documenti allegati

X Questo sito non utilizza cookie di profilazione ma solo cookies tecnici di terze parti per l'analisi aggregata del traffico allo scopo di ottimizzarne navigazione e contenuti.
Per maggiori informazioni, consulta la privacy policy del sito.