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Le riforme e la forma di governo
del Prof. Mauro Volpi, Ordinario di Diritto pubblico comparato nell’Università degli Studi di Perugia

Tre sono le questioni che ritengo debbano essere al centro della nostra riflessione. Il primo punto sul quale occorre pronunciarsi è se le riforme avranno o meno un’incidenza sulla forma di governo. Ovviamente, mentre la riforma elettorale è già divenuta legge, la n.52/2015, quella costituzionale è ancora in itinere e quindi si tratterà di vedere se sarà approvata nella sua versione attuale o e verrà modificata, ma comunque difficilmente si tratterà di modifiche significative in quanto il Senato potrà solo intervenire sulle parti emendate dalla Camera, a meno che (ma pare fortemente improbabile) non si intenda ricominciare il procedimento di revisione dall’inizio. Non possiamo quindi fare altro che basarci sul testo approvato dalla Camera il 10 marzo 2015. In secondo luogo, qualora si ritenga che le riforme incidano sui rapporti fra Parlamento e Governo, occorre chiedersi se influenzeranno solo il funzionamento della forma di governo parlamentare disegnata dalla Costituzione o determineranno un cambiamento della forma di governo. Infine, se si propende per la seconda ipotesi, ci sideve interrogare sulle caratteristiche che la “nuova” forma di governo verrebbe ad assumere.

In allegato il testo completo della relazione del Prof. Mauro Volpi per il III Seminario dell’Associazione Italiana Costituzionalisti “I Costituzionalisti e le Riforme”, Università degli Studi di Bologna, 11 giugno 2015, pubblicata sulla Rivista dell'AIC n. 2/2015.

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