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Audizione del prof. Gino Scaccia in I commissione del Senato sul progetto di revisione costituzionale

In queste note rivolgerò la mia attenzione ai due assi centrali della riforma costituzionale giunta all’esame del Senato: il bicameralismo e il riassetto delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Prima di affrontare il merito delle questioni, è necessario spendere però qualche battuta sul problema dei limiti di proponibilità degli emendamenti che incontra il Senato in questa fase interna alla prima deliberazione del testo di revisione. Viene in rilievo l’art. 104 R.S., che disciplina in generale la “navette” dei disegni di legge tra i due rami del Parlamento e trova applicazione anche alla prima lettura dei disegni di legge costituzionale1 . Esso prevede che «se un disegno di legge approvato dal Senato è emendato dalla Camera dei deputati, il Senato discute e delibera soltanto sulle modificazioni apportate dalla Camera» e aggiunge che «nuovi 1 Alla seconda lettura si applica invece l’art. 123 R.S., come si dirà di seguito nel testo. 2 emendamenti possono essere presi in considerazione solo se si trovino in diretta correlazione con gli emendamenti introdotti dalla Camera dei deputati».

In allegato il testo completo dell'audizione.

[31 luglio 2015]

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